L’uomo è cacciatore

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Uà, e che stress! Sono stufo, ma proprio stufo. Babbo e ’sta cosa di ebbai mi sta levando la salute, ogni roba che tira fuori ci mette 3 ore per decidere se venderla o no , se costa troppo o troppo poco, di questo passo fìniamo l’anno prossimo, sempre se mammà non ci caccia a tutti e due da casa perché dice che oramai sta esaurita e non ci sopporta più.

Intanto io mi sono stufato, ho deciso che la mia storia con Rosaria, dopo 3 anni, è diventata troppo seria. Quella parla di lavoro, di sposarci! E lo vuole da me, che io mi debbo trovare un lavoro! Ma dove lo trovo un lavoro? Mica crescono sugli alberi i posti di lavoro. di certo non vado a fare il muratore per 4 spiccioli, o peggio ancora a lavovare in un call center. A me serve un lavoro serio e ben retribuito, che se devo uscire di casa e rientrarci giusto delle spese è tempo sprecato. E Rosaria questa cosa non la vuole proprio capire, quella ha la testa dura. E io mi sono stufato. Perché poi non capisco perchè tutti i miei amici hanno delle fidanzate che non sono così scoccianti. Prendi per esempio Pinuccio e Maria… Maria sì che è una femmina che capisce tutto, lo dice sempre Pinuccio che lui è stato tanto fortunato con Maria. Non conosce i parenti perché lei dice che “c’è tempo, mica devono fare le cose serie come i vecchi”, scopano come conigli ogni 3 giorni a casa di lei che tanto i genitori non ci stanno mai. E Maria, benedetta figliola, tiene un paio di cosce che farebbero resuscitare i morti, si veste sempre troppo bene con certe minigonne che pure io che sono fidanzato ho spesso pensato che una manata a quel bel culo sodo non ci sarebbe stata male. Del resto, se ti vesti così si vede che lo fai per sentirti dire che sei gnocca, e le gnocche hanno sempre voglia di fare sesso. Quando dico queste cose a Rosaria mi dice sempre che sono solo un maiale, che certe cose non dovrei nemmeno pensarle e che non è vero che Maria è una che pensa solo al sesso ma che è una ragazza seria. Seh, seria assai proprio. Ma che vuoi che ne capisca Rosaria di belle donne, lei che si veste sempre con jeans e scarpe da ginnastica. E ti credo, alta un metro e larga un frigo se si mette un vestito sembra una sacchetta.

Basta, ho deciso. Lascio Rosaria e ci provo con Maria, che tanto quella con Pinuccio ci sta solo perché lui tiene una bella macchina. Io guido uno scassone, ma sono alto e robusto e di sicuro ce l’ho più grosso di Pinuccio e secondo me Maria lo sa, si vede da come mi guarda che mi ha preso le misure!

Enzuccio Colantuono

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Un anno d’amore

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Fratelli,

è iniziato questo nuovo anno nel segno dell’amore, per me, e credo che voi tutti conveniate con me che questo voglia dire che il mondo avrà una grande anima… No, scusate, ho la radio accesa, dicevo, che il cosmo ha lanciato un altro segnale, che il mondo è pronto per la Palingenesi nel segno dell’Amore, per questo, fratelli: amiamoci! Doniamoci l’uno all’altro, accettando i nostri pregi ed i nostri difetti! Solo così potremo uniformarci al moto d’Amore della grande Anima del cosmo, e concorrere ad esso! Solo così potremo dirci davvero in intimità fra di noi, offrendoci nudi l’uno all’altro! Sorelle, denudatevi e offritevi all’Amore che mi pervade!

Il mio numero lo conoscete: 899.899.899.899.

 

Alberto Sensini, Profeta d’Amore

Letterina di Natale

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Caro Babbo Natale,

lo so che sei molto inpegniato questanno, però ti voglio chiederti lo stesso un bel regalo. Anzi due regali. No facciamo tre che è il numero perfetto mentre due sono le corna come dice sempre papà e mamma ride sempre quando papà dice questo. Per Natale vorrei la Jaguar di Giovanettore. No non quella vera che non c’ho mica la patente dico il modellino che fa anche brum brum come quella vera che ci posso sfrecciare davanti alla scuola così i miei compagni di scuola mi invidiano e vogliono salire per fare un giro e io ci dico di no a meno che non mi danno le figu. Poi voglio anche un cane. Lo so che habbiamo Fuffolo ma non mi diverto più con lui come quando era cucciolo perché ora è aggressivo e ha fatto cadere Giovanettore e poi ci gioca sempre Pierguendalina e io invece voglio un cucciolo tutto per me perché se tiro la coda a Fuffolo quello poi mi ringhia e mi fa paura. E poi voglio anche un cavallo perché mi sono stufato di andare a cavalluccio su Luigi perché lui si lamenta sempre mentre giochiamo e dice che gli fa male la schiena e quindi non vuole giocare più e si mette a farmi i compiti mentre io voglio giocare e mi annoio. Con il cavallo posso andare a cavallo mentre lui mi fa i compiti che tanto lui è noioso e si diverte a fare i compiti, doveva essere tanto secchione a scuola.

Caro Babbo Natale spero che leggi la mia lettera e che mi accontenti perché sono un bravo bambino e sono la gioia di mamma e papà e se non mi accontenti vuol dire che sei comunista visto che sei anche tutto rosso che papà dice sempre i comunisti sono rossi e mangiano i bambini e tu sei un ciccione e non mi devi mangiare ma mi devi portare i regali. Fai il bravo. Ciao.

Piercamillino

Grrrr wofff

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Bau bau bau grrrrrrr grrrrrrrrrr grrrrrrrrrrrr woff woff woff! Bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau grrrrrrr grrrrrrrrrr bau bau bau bauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu bau bau bau woff woff woff! Bau bau bau bau bau bau! Arf arf arf arf arf arf!

Traduzione

IL FIOCCHETTO DI NATALE NOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!! Maledetta Pierguendalinaaaaaaaaa!!!!

Ok, questi hanno passato ogni limite. Vedo che aver rotto la gamba a quel bastardo non è servito a nulla. L’umiliazione continua. Io non so davvero che fare, e ho cercato di far cadere quella merdaccia dalla scala mentre faceva l’albero di Natale, ma subito hanno chiamato quello schiavo maledetto e lui SUBITO corre obbediente, sembra lui il cane e non io. Ho cercato di guastare il presepe alla Didi e niente, MI FACEVA LE CAREZZINE. LE CAREZZINE. Una che si chiama Idea Socialista fa il presepe e mi fa LE CAREZZINE. Una che si chiama Idea Socialista si sposa con un imprenditore. Una che si chiama Idea Socialista se ne va in giro coi macchinoni. Una che si chiama Idea Socialista SI FA CHIAMARE DIDI. Come una cagna. Perché è una cagna. Brutta maledetta cagna.

Speriamo che quest’anno se ne vadano alle Mauritius, alle Seychelles, alle Maldive o dove cazzo vogliono andare a farsi fottere, e ci rimangano. Anzi, speriamo che il loro jet privato cada in mare, con tutti e cinque dentro, così io sarò libero e non dovrò nemmeno guardare quella faccia da idiota dello schiavo che fa gli occhi dolci a quel cesso di Pierguendalina, ma che stomaco ha? Ma non ha mai visto una donna in vita sua? O gli piacciono i soldi? No, non gli piacciono i soldi, almeno non da avere, bensì da ammirare, smidollato senza palle. Chi nasce schiavo non muore libero. Questo se perde il suo padrone muore. Gli viene un colpo e ci rimane. Magari!

Vi saluto, vado dalla cagnolina della Cicconi. Sperando che non mi rida in faccia a vedermi con sto cazzo di fiocchetto. Cerea neh.

Una voce fuori dal coro

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Ogni mattina, dal mio punto di vista privilegiato, assisto a scene raccapriccianti, ma raccapriccianti assai.
Me ne sto avvolta nel mio scialletto (perché sti stronzi si guardano bene dallʼaccendere il calorifero, che si deve sparagnare) e osservo il curioso va e vieni di machinoni che parcheggiano dirimpetto.
Le signore perbene viamanzonine vengono alla Messa delle 9, perché ci sta il parroco fescion, quello che scrive un libro al mese, che loro si comprano in molteplici copie, che fa fino.
Dicevo, parcheggiano in modi curiosi, con due gomme qualsiasi sul marciapiedi e le altre due appizzate in qualche paletto, e finalmente scendono, badando bene a non inzaccherarsi nelle pozzanghere, alla maniera di Wanda Osiris. Certo lʼetà media è sulla settantina, ma quanto sò scic: le vedo io, impernacchiate come la Madonna dell’arco, con la faccia truccatissima, ma molto contrita (che cazzo vanno alla Messa!), nel loro pellicciame svolazzante e con i calzoni strizzati negli stivali, che quasi ci viene una trombosi. Si fermano e fanno capannello sulle scale della chiesa prima di entrare, che devono spettegolare su quanto botulino si è fatta Pierludovica, devono bestemmiare per quante cacche di cane ci stanno per strada e su quanto è zozza quella zingara che chiede lʼelemosina. Ma perché don Lory non la caccia?
Ed eccolo don Lory, che le accoglie festante, come fanno quei preti nei telefilm americani, ma io lo so che è contento perché le vecchie sganciano belle offerte, e ammonisce le parrocchiane: eh no, signore mie, non fate peccato, su tutte al confessionale!
E tutti entrano, e dentro ci sta quel bel fungone che fa tanto calore. Eh.
La messa è finita e tutte se ne vanno in pace… al bar… per il caffè, che tanto ci sta la filippina che pulisce.
Ma, che vedono i miei occhi?? Ma virʼa chesta! Invece di pigliarsi il caffè questa si arrobba i mandarini dal giardino della parrocchia! Che tempi!
Io me ne torno dentro, che già mʼaggio ciuncata ʼe fridd abbastantemente.
Addolorata Sangès, guardaporta (dai preti).

Mo’ mi faccio pur’io i soldi con ebbai

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Uà, e che stress! Non si può mai state quieti in questa casa. Mammà come al solito sta parlando a telefono con la cognata mentre sta preparando il ragù, tiene la finestra della cucina aperta perché alla conversazione partecipa anche la signora Maria del terzo piano che è sua cugina di secondo grado e qua siamo tutti una famiglia e non ci sono segreti. Intanto mia sorella Concetta si è chiusa nel cesso per il solito restauro giornaliero prima di uscire con quel broccolone del fidanzato e ovviamente Assuntina, la piccola di casa, sta tentando di sfondare la porta del bagno a calci perché anche lei si deve preparare per uscire. Mio babbo non so dove sia, forse a mettere a posto il garage che ieri cercava una roba di quando era ragazzo perché si è messo in testa di vendere cose di antiquariato su internèt. Mi ha detto “teniamo tanta munnezza stipata, vedrai che una roba buona ci esce sicuramente, la mettiamo su ebbai e ci facciamo un po’ di soldi.” Ogni volta che lo dice mammà alza gli occhi al cielo e lo manda affanculo: fosse per lei, al garage gli darebbe fuoco per svuotarlo tutto in un colpo. Lei ci vorrebbe aprire un bel negozio di casalinghi e starci dentro lei, la cugina Sofia e la signora del terzo piano che conosce tutti e che la gente poi viene a comprare perché ci vendono la roba buona, tipo lo sturalavandini che quando lo versi nei tubi otturati ti stura il lavello e pure il bidet di tutto il condominio fino al quarto piano. Io invece dico che ha babbo ha ragione: pure io tengo un sacco di roba stipata in cameretta, che un domani me la rivendo tutta e ci faccio i soldi. Tipo quella vecchia consolle di quando ero ragazzino, che dovrebbe essere pure funzionante. Ma tanto pure se non funziona c’è gente che se la compra rotta per aggiustarla e venderla come nuova, quindi i soldi si fanno ma si deve avere la pazienza che la roba si fa un po’ vecchia.

Mi servono i soldi, tutti hanno i soldi tranne me. Che mo’ viene Natale e devo fare i regali alla famiglia mia e a quella della mia fidanzata, che maledetti loro sono tanti e ad essere fidanzato in casa ci sono delle responsabilità, come dice sempre la mia fidanzata Rosaria. Non te la puoi cavare con 4 cosine, devi fare “il regalo” che poi come dice Rosaria quando ci sposiamo i parenti ci devono fare pure loro i regali belli per la casa , ma se mo’ gli regali la roba brutta quelli poi se lo ricordano e quando ci sposiamo se ne escono con le tazzine di ceramica.

Marò, sposarsi… meglio che non ci penso che se no mi viene il prurito ai peli del culo, meglio pensare a cose più belle. Tipo domani che è sabato, si esce e ci vediamo con tutta la comitiva fuori al bar. Che a Rosaria manco piace venire fuori al bar, ma ci stanno gli amici miei che non li vedo mai e mica posso uscire sempre e solo con Rosaria. Che se magari Rosaria non fosse sempre incazzata ci potremmo andare a prendere qualcosa da qualche parte e poi magari mettiamo la macchina in un posto tranquillo e ci scappa pure qualcosa di più… Vabeh, vado a mangiare che è mezzogiorno e mammà sta strillando che è pronto da mangiare.

Enzuccio Colantuono

Ti piace il presepio, Giovanettore?

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8 dicembre.

Caro diario,

stamattina io e il mio Giovanettore siamo andati, approfittando del giorno festivo in cui lui non è sempre in ufficio, a farci finalmente il tanto desiderato aperitivo, con le pizzette che mi piacciono tanto, e lo spumantino che sceglie sempre lui, che ha gusto mentre io no, come mi ripete sempre, e quanto ha ragione! Era delizioso! Lo amo, è l’uomo più fantastico che potessi mai incontrare! E quanto è fortunato, ma anche bravo, papà, che se lo è scelto come braccio destro!

Certo, il mio Giovanettore ha anche i suoi momenti tristi, in cui mi tratta male, ma lo so che lo fa per il mio bene, e non dice mai una cosa senza rifletterci su, quando mi chiama cretina, lo fa perché in effetti io mi comporto da cretina. Comunque, ti dicevo, caro diario, oggi pomeriggio abbiamo addobbato tutti insieme, io, Giovanettore, mamma, papà e Piercamillino, l’albero di Natale, un abete alto 8 metri che abbiamo messo nell’atrio, meno male che non era alto di più altrimenti dovevamo sfondare il soffitto hihihihihihiih!!! Com’era buffo papà mentre cercava di non farsi avvolgere da Fuffolo nei serpentoni colorati! Però devo dire che Fuffolo era più interessato alla scala su cui era salito il mio amore, tanto che abbiamo dovuto chiamare Luigi per staccarlo dalla scala perché più volte ci si era attaccato con i denti. A volte il mio cucciolo fa cose strane. Fuffolo, non Giovanettore che invece non è strano, è un genio. Anche a fare l’albero di Natale, come era organizzato! Come impartiva direttive a tutti! E che coraggioso, a salire su quella scala tanto alta, lui che si è rotto la gamba a fine marzo! Lo amo lo amo lo amo lo amoooooooooooooooo!!!!! E me lo sposerò, me lo sposerò presto e sarà una cerimonia bellissima e lui sarà bellissimo e io lo amoooooooooooooooo!!! Pensa, caro diario, che le palline quest’anno le abbiamo scelte noi, o meglio le ha scelte il mio tesoro e le ho pagate io, come mi sono sentita importante, non puoi capire!

Poi abbiamo anche fatto il presepe, però se ne è occupata principalmente la mamma, perché sa da quale falegname andare a comprare il sughero, uno che sta molto lontano, infatti ogni volta che ci va torna sempre dopo cinque-sei ore. Povera mamma! Sempre a prodigarsi per noi! E Giovanettore la guardava con aria di sufficienza, forse non gli piace il presepe, povero amore mio, o forse era perché Fuffolo stava accanto alla mamma. Ogni tanto avevamo bisogno di qualche scatolo di statuette del Settecento napoletano che teniamo nella dépendance, e chiamavamo Luigi, che era ben contento di smettere di ricucire i cuscini sfasciati da Fuffolo mentre dava uno sguardo ai compiti di Piercamillino e controllava la lavatrice. Quel ragazzo mi preoccupa un po’, mi guarda troppo adorante, non vorrei che si fosse messo strane idee in testa, lui con quella laurea inutile che ha. Io amo il mio Giovanettore, un genio dell’economia, e un giorno lo vedrò diventare ministro! E sarò la moglie del ministro! Che emozione!!!

Ora però si è fatto tardi, devo andare a nanna che domani mattina ho lezione di Macroeconomia alle 8. Quanto è difficile, caro diario! Non ci capisco niente!!! Meno male che il mio amore me la spiega, si mette accanto a me con una santa pazienza e mi aiuta! Certo, a volte mi sgrida perché io non capisco, a volte se la prende con il mio libro perché secondo lui è pieno di inesattezze, e nomina sempre il papà di quello che faceva le interviste sulla Sette, Fridman, come si chiama, che poi non so cosa c’entri ma presto con l’aiuto del mio Giovanettore lo capirò.

Tua Pierguendy

E io pago!

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Tanto per cambiare piove, cazzo. E quando piove se ne stanno tutti a casa. Si dovrebbe fare qualcosa per far stare la gente fuori di casa, che ne so… ecco, un sconto sui costi del taxi in giorni di pioggia. Che tanto i tassisti sono tutti ladri, fanno tutto in nero e hanno pure la casetta al mare per portarci la famiglia in vacanza. Ecco, un bello sconto sulle corse in taxi e vedi la gente come esce di casa pure quando piove. Che poi sta arrivando Natale e qua siamo ancora a zero con le vendite. E io come cazzo faccio a venire incontro a tutte le spese di questo periodo? Che mia moglie mi ha passato la lista dei regali che dobbiamo fare e francamente preferisco cavarmi un dente senza anestesia. Devo mettermi a cercare un libro sulle origini del teatro nel Caucaso a partire dal 74 d.C. perché la professoressa di lettere di mia figlia vuole organizzare un lavoro teatrale a fine anno scolastico. Invece di metterli a leggere Foscolo e Leopardi, che pure non servono a un cazzo, questa pensa al teatro. E poi non capisco perché regalare un libro a docenti stra-pagati che fanno ben poco! Ok, va bene, vanno qualche ora in classe a dire cose, assegnare compiti e poi se ne stanno tutto il tempo in sala professori a scrivere cazzate sulla condotta molesta dei nostri figli. E ti ci voglio a non essere molesto a dover studiare non solo Foscolo e Leopardi, ma persino il teatro del Caucaso. E poi se ne escono con cose del tipo “ma sua figlia si presenta al compito di latino senza vocabolario! E senza sapere nulla su quello che facciamo in classe!”

POI NON SA NULLA lo dici a tua sorella! Mia figlia viene a scuola ogni mattina, porta una cartella piena di libri che mi sono costati un botto perché voi non sapete insegnare e pretendente che i ragazzi imparino le cose a papagallo solo leggendo ’sti benedetti libroni che ogni anno poi devono essere nuovi, ultima edizione -ehm che non sia mai che nel frattempo qualcuno abbia scoperto che la terra è piatta e quindi i manuali devono essere aggiornati!

Poi, TU cosa insegni scusa? italiano in una scuola media pubblica? e ti lamenti che lavori 8-9 mesi scarsi e poi da giugno a settembre prendi lo stipendio senza fare un cazzo? Per la cronaca io per quanto guadagno lavoro tantissimo, non ho mica la faccia da culo di dire il contrario. Chi lavora tanto sta altrove, non fa di certo il dipendente pubblico, ma non lo possiamo dire, e mia moglie insiste con questa roba che con i professori bisogna essere accondiscendenti e quindi amen, stasera mando qualcuno in libreria a cercare questo benedetto volume.

Guglielmo Tellina, proprietario di “NonSoloFashion”

Lʼamore ci salverà

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Fratelli, vorrei parlarvi di quanto mi è successo stamattina mentre passeggiavo per i viali del centro pieni di foglie cadute. Sì, ho avuto un altro Segno, un altro Messaggio che lʼAmore cosmico mi manda per spronarmi a diffondere la Parola dʼAmore. Erano le 10,21  e 38 secondi, forse 39 anzi, e ho sentito un qualcosa di scivolosiccio sotto la suola della scarpa sinistra. No, amici, non erano dolci escrementi di affettuose creaturine a quattro zampe, no, e neanche una chicle, adoratissimo mezzo comune di unione fra la Grande Madre Terra e il piede dellʼUomo. Era una foglia. Ma non una foglia comune, una foglia rossa a forma di cuore, resa scivolosa dallʼacqua piovuta dal Grande Padre Cielo sulla nostra città. Il gesto, involontario anzichenò, di poggiarci il piede sopra al profano potrebbe sembrare banale, ma a me che so interpretare la realtà con gli occhi dellʼAmore rivela (e ri-vela, vela di nuovo, perché non è verità conoscibile a tutti senza una mediazione) il suo significato di perdizione e salvazione. Ho messo il piede su un cuore rosso dʼAmore, ho calpestato lʼAmore cosmico perché in questo mondo si sta perdendo il vero Senso dellʼUnione, ma altresì il contatto con il cuore della suola di gomma pregiata della mia scarpa in vacchetta lucida che il signor Tellina ha fatto confezionare apposta per me, lui sì che se ne intende di Amore, dicevo, il contatto fra la suola e il cuore mi ha dischiuso le porte della Palingenesi prossima ventura. Ora mi sento pronto. Sorella, schiudi anche tu a me le porte del tuo Amore, fammi vedere quanto Amore cʼè in te, fammi scrutare nelle tue intimità, fammi penetrare nella tua Anima fremente e possente di Sentimento. Unisciti a me.

Se volete, il mio numero è sempre lo stesso: 899.899.899.899.

Alberto Sensini, profeta dʼAmore.